A. PONCHIELLI

I PROMESSI SPOSI

MELODRAMMA IN QUATTRO PARTI

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I PROMESSI SPOSI

MELODBAMMA IN QUATTRO PARTI

DEL MWISUtO GAY.

AMILCARE PONOHIELLI

MILANO

NAPOLI - ROMA - FIKKNZK

LONDRA

( Te rnporary Office) 9: Gresil Castle Street Regent Street. \V.

BICORDI

Proprietà per tutti i Paesi. Deposto alt Estero. Diritti di traduzione riservali.

Don RODRIGO ^à^^J^^L^ sig. (Primo Baritono) $fan<jL^^ L'INNOMINATO /£ioU#' p&^^(Basso Comprimario) Il CARDINALE FEDERICO/l^/i*<Basso Comprimario) J/t^u* La SIGNORA DI MONZA rfvyéfsig* (Primo Mezzo-Soprano) FRA CRISTOFORO //ti*&lr sig. (Primo Basso)

AGNESE, madre di ,J^^. sig.a (Secondo Soprano) >

LUCIA /$y*jM4i%4fa/l*<À'£<4à^ (Primo Soprano) -yZk^'"U^-j RENZO /&*aJ*u*J*a\ £u*/*C4> sig. (Primo Tenore) GRISO, Bravo di Don Rodrigo. » (Secondo Basso)

NIBBIO, Bravo dell'Innominato

TONIO &/[e*J2*$e &t4sévUx*%\g. (Secondo Tenore)

Gervasio

Vecchio servo di Don Rodrigo

Cori - Comparse - Cavalieri - Contadini Contadine - Bravi - Seguito del Cardinale - Popolo

V azione accade sul principio del Secolo XVII nelle vicinanze di Lecco.

AL LETTORE

Il Romanzo del celebre Manzoni suggerì il concetto di questo libretto; ma poiché le esigenze del teatro non lo permettevano, non vi si vede sviluppata tutta la vasta tela ond' è ordito quel racconto. Anzi si limitò il numero dei personaggi, si unirono le circostanze di tempo e di luogo dando talvolta maggior risalto a cose di cui nel Romanzo è appena fatto cenno.

1 Promessi Sposi

il -74

1

PARTE PRSIVÌA

SGENA PRIMA.

AMENA VALLE FIANCHEGGIATA DA PROMONTOMI

Sopra uno dei quali è posta una chiesuola ; accanto a questa la casa di D. Abbondio, con porta praticabile; dal lato opposto varie case ville- reccie, fra le quali quella di Lucia , essa pure con porta praticabile. Nel fondo la scena è chiusa da alte montagne; sovra il fianco di una di esse s'innalza il palazzotto di D. Rodrigo, al quale conduce un difficile e tortuoso sentiero. E Falba; all'alzarsi della tela, odesi dal- l'interno della casa di Lucia il seguente

Coro 0 bella vergine - schiudi il tuo core Alle recondite - gioie d'amore. L'alba ridestasi - e già t'invita

Alle delizie - di nuova vita. Ve' come il raggio - del di nascente Oggi più limpido - brilla dal ciel ; È schiuso il talamo - ah vien, t'affretta, I voti a compiere - del tuo fedel. (Sul finire del Coro esce Renzo pieno di tristezza dalla casa di D. Abbondio e scende al piano).

SGENA II.

Renzo solo.

0 ciel, che ascolto? oh deliziosi canti

Che d'amor le gioie

Tutte svegliate in petto... illusion vana

Sono i vostri presagi. Oh infida sorte!

Lucia! da queste braccia

Ti strappa umana tigre

Che di Rodrigo ha il nome. Empio!... ma s'ella...

Ah ! lungi, o rio sospetto,

Lungi da me!... su quel rosato labbro,

Della menzogna il serpe non si posa.

Tal rio sospetto, lungi da me;

Della vendetta or sol m'arde il desio, (con ira verso il palaz- Trema per te, se perderla degg'io! zotto di Don Rodrigo)

8

All'umile ostel natio, A' miei colli io sol vivea, Quando scosse il pensier mio Un'angelica beltà, E d' insolito desio Arsi in cor eh' egual non ha.

Le svelai la fiamma ardente; Lieta accolse i voti miei, E ne' giuri miei fidente, L'amor suo mi consacrò. Possederla eternamente, Oggi invano il cor sperò.

SGENA III.

Lucia dalla sua casa, e detto.

Lue. È desso.,. Renzo!

Ren. Lucia!...

Lue. Qui venni

Ansiosa a chiederti del nostro imene... Ren. Triste è l'annunzio... Lue. Che di', mio bene?

REN.Sappi che un empio, di te invaghito,

Il nostro nodo volle troncato... Luc.Ah! chi mai? Che ascolto! Ren. t Lo scellerato

È Don Rodrigo! Lue. Ah! E tanto osò?

REN. (Con senso di gelosia)

Tanto, dicesti!... dunque non t'era

Del vile ignota la turpe trama... Lue Io?...

Ren. Forse- Lue. Dubiti del cor che t'ama? Ren. (Ah no! quest'angelo mentir non può). Lue. Se rammentassi i palpiti

Che mi svegliasti in core, E l'abbandono, e l'estasi, E il mio gioir d'amore ; Comprenderesti, o misero, Ch'io finger non potrei, Che il sol tu fosti e sei Soave mio pensier.

Ren. Oh quante' care immagini

La voce tua ridesta : Ella mi scende all'anima, Ignoto ardor vi desta. Pura qual giglio candido Che s'apre appena al sole, Come le tue parole Son pari i tuoi pensier.

SGENA IV.

Agnese, Contadini e Contadine dalla casa di Lucia, e detti.

AlcuniOIi gli sposi!

Altri Evviva !

Tutti Evviva!

Giunto alfine è il bramato ! Ren. Grazie amici, io yi son grato!

Ren I ^ momento di dolor !

AlcuniCont. Ma cosa avvenne?

Agn. Ch'enigma è questo?

Altri La sposa pallida?...

Agn. Renzo mesto?

Tutti Su via narrate.... lo sposalizio...

Ren. Oh dura sorte, più non si fa.

Agn. Come! Che dite? Chi lo impedisce?

Ren. Un uom perverso, un esecrato!

Tutti Coraggio, Renzo ! invendicato

Cotanto oltraggio restar non de'. Ren. Voi mi tornate la gioia in core,

Ma...

Tutti In noi t'affida! Chi mai sarà?

Lue. Oh me meschina!

Tutti A noi lo svela!

REN. ECCO il SUO COVO ! (indicando il palazzotto)

Tutti Ei perirà !

Ren. Alla vendetta che il core anela Meco voi tutti?...

Tutti Sì, lo giuriam!

Ren. Il desir della vendetta

Tutto invade questo core,

Il tuo corso, o tempo, affretta

Ch'io punisca il traditore!

10

Tremi Tempio maledetto,

Per me il ciel lo punirà. Lue. Frena, o Renzo, quel furore,

Agn. Che t'accieca e ti divora.

Cont. Ti conforti nel dolore

Il pensier di chi t'adora,

Ed il vindice supremo

L'innocenza salverà. E 1' offesa sanguinosa,

Giusta è T ira che t'accende,

Tu difender dèi la sposa,

Punir devi chi t'offende.

Se rinunzi alla vendetta

Tu commetti una viltà. (Lucia cade svenuta nelle braccia della madre, mentre Renzo s* invola fu- rente coi contadini).

SGENA V.

Sala nel palazzotto di D. Rodrigo, con due porte laterali; un'alcova nel fondo culle cortine chiuse ; di fianco sul davanti una finestra pratica- bile. Pendono dalle pareti vari ritratti di famiglia. Tavolo e seggiolone.

RoD. Olà ! [entra un vecchio servo)

Qui venga il Griso. (il servo parte) Oh! Ardente brama, Che tutto il cor m'accendi, e non mi lasci Di tregua un solo istante, alfìn sarai Paga pur tu....

Gri. (entrando) Signor...

Rod. Seguisti, o Griso,

Il mio voler? Gri. Sì.

Rod. E qual iT ebbe successo?

Gri. Il più brillante. Da terror conquiso

D. Abbondio lasciammo, e fìan sospese

Le nozze...

RoD. Or Vanne. (Griso parte)

Oh insolito contento! Che mi tolgan Lucia più non pavento. Vaga siccome un' iride, Che il fosco cielo indora, Quella leggiadra immagine Mi sta dinanzi ognora.

IL

Ch'altri la tragga al talamo Non lo consente il cor ; Troppo per lei quest'anima Si strugge in cieco ardor.

SGENA VI.

Griso e detto, poi Fra Cristoforo.

Gri. Signor... licenza di parlarvi chiede

Quel frate a voi già noto. RoD.EgliL. s'avanzi. (Griso parte)

Che mai desia da me? forse...

Cri. Signore...

A voi sia pace. Rod. Che ti guida?

Cri. Un dolce

Raggio di speme, chè un sol vostro accento Ridonar può la gioia a chi fu tolta. Rod. Ti spiega.

Cri. Alcuni che han l'alma traviata

Usurpar vostro nome onde atterrire Un buon pastor perchè più non compisse Il sacro suo dover. Voi sol potete Confondere costor e far giustizia A due poveri amanti... Rod. Io non t'intendo,

so che far per te... (per partire)

Cri. (trattenendolo) No, non si niega

Giammai soccorso a chi piangendo prega. Deh! commova il vostro core Di pietade il santo accento, Per chi vive nel dolore Vi piegate al mio pregar. Può due cori sventurati

Che son Tun per l'altro nati Un sol detto, un cenno solo Dall'angoscia sollevar. Rod. La pietà mi parla al core, (con ironia scherzando)

Son commosso al vostro accento, E chi vive nel dolore Io son uso a sollevar.

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Ma que' cori sventurati

Se son l'un per l'altro nati,

Se in amor costanti sono

E mio debito provar. Cri. > Per l'onor, per la vostra coscienza

Difendete, o signor, V innocenza. Rod. Ebben... va, consolati li rendi;

La fanciulla qui adduci, e protetta

Fia da me, Don Rodrigo... Cri. Che intendi

Uomo iniquo! Rod. Che ardisci!

Cri. Crudeli Rod. Trema, o vecchio!

Cri. Tremar sol tu dèi,

Tu che insulti alla legge del ciel! Empio!... tu vuoi dei miseri

Mercanteggiar l' onore,

Rapire a quell'ingenua

Dell'innocenza il fiore. Trema, sciagurato! il turbine

Sul capo tuo già romba,

Ti schiuderà la tomba

Il fulmine del ciel. Rod. Frena quell'ira, o veglio;

Esser ti può funesta,

Sol dal punirti, o misero,

Quel bianco crin m' arresta. Va, se t'è caro il vivere,

Al mio furor t'invola;

Un motto, una parola,

più t'è scudo il ciel. Esci... già troppo osasti,

Paventa il mio furor. Cri. Alle minacce, o perfido,

Non trema questo cor. Rod. (minaccioso) Va... Esci! Cri. (con tuono profetico) Ah... verrà un dì... Rod. (come intimorito) No !

Cri. Il ciel ti maledì

FINE DELLA PARTE PRIMA.

13

PARTE SECONDA

SGENA PRIMA.

Cortile nel palazzotto di Don Rodrigo. Dal fondo scorgesi la campagna.

Don Rodrigo pensieroso esce seguito dal Griso. Dopo alcuni istanti si volge a lui.

Rod.Dì rapirla ho deciso. Or vanne; aduna

I bravi e qui li adduci. (Griso parte)

Così ti sfido, o vecchio. Alle minaccia tue così rispondo. Io le disprezzo... Il cor, l'onnipossente Voce d'amore ascolta... altra non sente. Già il pensier mio dipingemi Gioie di paradiso; Già scende grato all'anima L'angelico sorriso. Dei vezzi onde s'abbella Pudor la fa più bella! Di voluttade il calice Io liberò per te. Griso, olà.

S G E N A II. Griso e detto.

Gri. Signor conte...

Rod. Lucia

Questa notte rapir tu dovrai. Gri. Ma...

Rod. Lo voglio. Di vincer giurai,

può alcuno contenderla a me

I miei bravi?... Gri. Son pronti.

Rod. Sta bene.

Ciò che vali mostrar ti conviene.

Pria che spunti l'aurora novella,

Sia la bella tremante al mio piè. I Promessi Sposi 2

14

GRI. Lo sarà. (Don Rod. parte - Griso chiama i Bravi, che escono Su venite, cospetto! frettolosamente) Qui dell'oro si può guadagnar. Bravi (circondando Griso) Oro! e come? Gri. Silenzio! sospetto

Non vorrei nel villaggio destar. Questa notte rapire dovremo La fanciulla... Alcuni Bravi Lucia? Altri Parli il ver?

Gri. Esser cauti bisogna .. Bravi II saremo.

Gri. Obbedire a' miei cenni... Bravi Sta ben,

Tutti Già la notte s'infosca; conviene

Nel silenzio dell'ombre aspettar. Su venite, grida scene La nostr'opra dovranno turbar. (partono)

SGENA III.

Valle come nella parte prima: Scena I. E notte.

Esce dalla sua casa Lucia con Renzo, Tonio e Gervasio diretti a quella di Don Abbondio.

REN. (a Tonio; come continuando un discorso)

Dunque, amico, intendesti il mio disegno?

Tu col pievano parli, e V intrattieni,

Al convenuto segno

Io con Lucia mi presento, e dico ;

« Questa è mia sposa », e voi... Ton. « Son testimonio. »

Così concluso resta il matrimonio! (Tonio e Ger. entrano da Don Abbondio. Renzo e Lucia rimangono soli)

SGENA IV. Renzo e Lucia

Ren. Lucia!

Lue. Mio Renzo!

Ren. ^ Gelida È la tua man... che temi?

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Lue. Nulla, lo spirto m'agita

La speme ed il timor. Ren.Tì calma, oh! di noi miseri

Avrà pietà il Signor.

a 2 Oh mia diletta abbracciami,

o o

Ti stringi a questo core,

Ah forse al nostro amore

Benigno il ciel sarà.

Ren.No, più non vegga scorrere

Da' tuoi begli occhi il pianto...

Lue. Sorriderti soltanto

Vorrei, ma il cor non sa.

{s'ode dalla casa di Don Abbondio un leggero batter di mani)

Ren.Ecco il segnale... entriam.

{entrano nella casa di Don Abbondio)

SGENA V.

Dal fondo compariscono alcuni Bravi con Griso travestiti da pellegrini, che s'avviano alla casa di Lucia.

Grt. Alta è la notte...

Bravi Siam pronti al cimento.

Gri. Qui sta la preda... ecco il momento;

Coraggio, amici... or via, si vada. Coro Ardire estremo... presta la spada,

Il signor nostro ci premierà. (entrano da Lucia),

S GENA VI.

Fra Cristoforo e il vecchio Servo di Don Rodrigo.

Cri. Tutto or m'è noto... Iddio mercè ti renda.

(il vecchio servo parte) Qual trama orrenda e vii! Oh almen potessi Prevenir gl'infelici.! ma strapparli Agli artigli dell'empio, la tua mano Saprà, gran Dio! Tale onta, oh! non consenti Piombi sul capo ai poveri innocenti.

Al tuo trono, o sommo Iddio, La mia prece umile ascenda. Sovra un cor duro e rio Deh la grazia tua discenda.

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Tu m'assisti alla difesa Di puro e santo amor, Tu lo salva dall'offesa Di violento seduttor. Or che più resto?... andiam... (muove verso la casa di

Lucia. Mentre sta per entrare, retrocede ad un tratto atterrito).

Quale di passi

Rumor qui sento?

SGENA VII. Griso e i Bravi dalla casa di Lucia, e detto. A suo tempo, Don Rodrigo, Renzo e Lucia.

Gei. Per l'inferno! e come

Sfuggì colei? Rod. Che di'?

6rRi. Fu vano il colpo.

(odesi un grido dalla casa di D. Abbondio) Cri. Qual grido! in mano agl'empi

Forse caduta or è? [suono di campana a stormo)

REN. (dalla casa di D. Abbondio) Non ha voluto

Che schernirmi la sorte!

Cui. Ciel! qual voce!

Renzo ! Ren. Chi è là?

Cri. Non mi ravvisi?

Rod. (piano a Griso) Griso, son qua tutti raccolti? Cri. (a Renzo e Lucia) Presto

Meco venite. L' iniquo intorno veglia. Ren. Comprendo.

Rod. (a Griso) Sia rapita. (chiarore e rumore che viene

approssimandosi)

Tutti Qual rumore!

Gri. (a D. Rodrigo) Tutto è finito... I contadini...

Rod. (a Griso) Or va, t'ascondi. (Griso si ritira coi Bravi)

SGENA Vili.

Contadini, Contadine, Agnese, con fiaccole, e detti. Con. Cos'è accaduto?

Lue. Ren. Cri. (al chiaror delle fiaccole riconoscendo D. Rodrigo)

Ciel! Don Rodrigo ! Con. 11 caso è strano.

Ren. Oh mio furore! (snuda il coltello)

Cri. Ti frena insano,

Un motto solo perder ti può.

Rod. Raffrenati, o smania che il petto m'accendi,

Ti cela dell'alma funesto deliro,

Al caso inatteso malgrado t'arrendi,

Seguir la tua foga concesso non t'è;

Se i colpi i miei fidi, delusi, fallirò,

D'averla non temo, la forza è con me. ReN. (appena trattenendoti)

Oh troppo la rabbia nel petto mi freme...

Ben tutti gli affanni quest'anima -or sente!

Fia dunque per sempre svanita ogni speme,

D'amore la gioia fia morta per me?...

Lo sdegno represso si sveglia furente,

Più forte, o Rodrigo, divento di te. Lue. Quell' odio che serpe d'entrambi nel core,

Signor, se tu il brami, fa meco sia spento.

Il fallo perdona, fu eccesso d'amore,

Sol io son la rea, punisci sol me!

No, reggeA-e al duolo che in cuore mi sento

Lo stanco mio spirto capace non è. Cri. Quell'ira assopisci... sta in te, sconsigliato!

Non vedi il periglio... chi sfidi non sai?

Deh pensa all'oggetto che in cor t'ha beato,

Colei che a te solo sacrata ha sua fè;

crudo ver' essa cotanto sarai?

Non vedi? ella geme... paventa per te. Agn., Con. Più strana faccenda, più torbido arcano

Giammai non si vide... giammai non si diè. (fra loro) Rod. (Si raggiungano i Bravi)... Oh fra poco (fra sè)

Di Rodrigo vedrete il rigor. (s'invola furibondo)

Con. Egli parte... ma il guardo ha di foco,

E l'accento gli tronca ii furor. Cri. 0 miei figli, partir voi dovete

E sottrarvi del perfido ali" ira;

Pronto al lago un navi! troverete,

La salvezza vi attende laggiù. Lue. Il villaggio lasciar? Cri. Non sospira,

V'ha eli i veglia sui buoni lassù. Ren. Ceder deggio al superbo oppressore? Crl Spesso il ceder, mio figlio, è virtù! Tutti Infelici! alla gioia, all'amore

Qual successe sveutura crudel !

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REN. (dopo un momento di riflessione) Ti obbediamo.

(a Lucia) Seguiamo la via

Che ci addita il suo cenno fedel.

0 mia casa, lasciarti degg' io,

Trar la vita lontano da te ! Lue. Dica il duolo dell'anima mia

Quanta parte qui resti di me.

Addio padre ! Ren. Addio padre !

Cri. Lucia,

Renzo, addio!... v'affidate nel ciel.

FINE DELLA PARTE SECONDA.

19

PARTE TERZA

SGENA PRIMA.

GIARDINO DI UN CONVENTO.

In fondo, cancello che mette sulla via. Da un lato, il monastero. Dall'altro, l'abitazione privata della Signora di Monza.

La Signora di Monza sola.

In questo loco solitario e mesto, In questo asii di pace, Pace non trovo io già. Tremendi affetti Entro al mio cor fan guerra. 0 miei verd' anni, o gioie, Di tormentosa ricordanza; oblìo Invan da me chiedete. Oh come bella m' arridea la vita! Ad un pensier d'amore Vagheggiava il core ; Solo conforto or mi rimane il pianto, Chè de' miei s'ottenebrò l'incanto. Involontaria vittima

A queir aitar m'offrirò;

E ir fato inesorabile,

A crescermi il martiro,

D'amor la fiamma indomita

Ratto m' accese in cor. E già tremendo un vincolo

Mi lega a un uom fatale;

Giogo duro, ahi misera!

Non v'ha quaggiù l'eguale.

T'affretta, o morte, a spegnere

L'immenso mio dolor. (pdesi la campana del Convento, che invita alla preghiera) Oh! m' è funesto il suon del sacro bronzo Che alla devota prece Chiama le ancelle del Signor; a nuovo Delitto me sospinge... (cava un foglio)

Iniqua brama in questo foglio è scritta...

Un reo dover m- impone

D'ubbidire e tacer. Ah l'innocente

Che solo in me s'affida

Non sa che qui l'aspetta il tradimento!

(cela prontamente il foglio vedendo giungere Lucia)

SGENA II. Lucia e delta, quindi Bravi dal cancello.

Lue. Signora...

Sig. Lucia...

Lue. Commossa voi siete,

In me confidate che v' amo il sapete. Sia. (Quai detti!) deh taci. (Mi lacera il core;

Orrendo pensiero dinanzi mi sta.)

(odorisi accordi religiosi) Lue. La prece dei giusti che sale al Signore Ritorni la pace a chi pace non ha.

Coro interno di Suore

Vergin sànta, che intercedi Grazie in Cielo ai peccatori, Tu le nostre colpe vedi, Tu ne implora a Dio mercè. Tu conforta i nostri cuori, Nostra speme è solo in te. (Una voce sento in core

Che mi grida infame e rea; Di me stessa io son l'orrore, Già mi sento maledir! Pur fatai, tremenda idea Mi sospinge al rio fallir). (Infelice! ella delira. (osservando la signora)

E conforto alcun non trova. Oh perchè del cielo in ira Essa è tanto in questo dì? Ah qual tema orrenda e nuova L'alma tutta m'assalì!) (Zitti, zitti, è questo il loco (dal cancello)

Ove attendere dobbiamo. Qui la giovine fra poco Senza tema a noi verrà.

Lue.

Era.

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Se a ghermirla pronti siamo, Più da noi non fuggirà). (i bravi si ritirano) Sig. Lucia... vanne al convento Qui presso... e adduci a me Il pio guardian... Lue. Già scende

Scura la notte... e sola Uscir...

Sig. Timor ti prende?

Periglio alcun non v'è;

Non paventar, va... vola. (agitata)

Lue Il CÌel sia scudo a me. (esce dal cancello)

(Partita Lucia, la Signora percorre agitatissima la scena. Dopo al- cuni istanti, odesi gridare di dentro.)

Lue. Lasciatemi, o mio Dio, morir mi sento.

Sig. E questo della misera (prorompendo)

Il disperato accento;

Compito è il tradimento,

Spezzar mi s^nto il cor. Irato ciel puniscimi,

E salva V innocente!

L'amor mi fé' demente,

Mi trasse a tanto error. (parte forsennata)

SGENA III.

SALA GOTICA NEL CASTELLO DELL'INNOMINATO. Porta in fondo che al cortile. Porta laterale.

Lucia di dentro, indi in scena, trascinata da Nibbio, affannosa ed atterrita.

Lue. Deh per pietà, deh per pietà mi lascia!

Ove mi traggi? ahimè muoio d'affanno! (Nibbio si ritira)

Ove son io? Forse in poter dell'empio

Che mi persegue... Oh madre dell'Eterno!

In questa estrema offesa

Se m'abbandoni, quale avrò difesa?

Oh santa Vergine, del Ciel Regina,

Pietà ti prenda di me meschina;

Ti degna infondermi vigor, consiglio,

In questo estremo, fiero periglio... (cade in ginocchio e prega)

22

Quant'è d'un'anima delizia e vita ]o t'offro in dono... ina dammi aita !

Su quest'immagine, io lo prometto, (cava una medaglia)

Da vano affetto fia puro il cor;

Renzo al talamo m'avrà, lo giuro,

Se per te puro serbo i'onor.

SGENA IV. Agnese e detta.

AGN Lucia... (precipitandosi nelle braccia di Lucia)

Lue. Mia madre!... Ah credere

Non posso agli occhi miei. AGN.Sei salva! Un angelo

A noi mandò il Signor. Lue. Come ?

Agn. Quell'uom terribile,

Nel cui Castel tu sei,

DeTalli suoi pentito,

Torna a virtude ancor...

Egli qui viene... Lue. (con espansione) Ah Vergine!

Grazie ti rende il cor.

Voci interne

Evviva, Evviva! echeggino Di gioia e monti e valli. Lue. Che ascolto? è pace, è giubilo.

SGENA V. Bravi entrando^ e detti.

Qual meraviglia ! - L'Innominato

Giunse al castello! - Tutto è mutato, Non par più quello - S'è confessato. Lue.O mia speranza! Bra. Per noi fatale

Questo miracolo - certo sarà.

- (si ritirano ossequiosi all'arrivo del Cardinale coli' Innominato, ecc.)

SCENA VI.

23

Cardinale, Innominato, Fra Cristoforo, seguito del Cardinale, Contadini e Contadine.

Lue. {riconoscendo fra Cristoforo) 0 Padre!

Cri. Tu sei salva! Asciuga il pianto

E non prostrarti a me: prostrati al Santo

Che del Signor tutte le grazie ha seco. Inn. Come al delitto, or siate

Nel pentimento a me compagni, e meco (ai bravi)

All'uom di Dio qui vi prostrate. Tutti Evviva il santo Cardinal ! Card. Discenda

Sul vostro capo la benedizione

Di Dio Onnipotente! Tutti Egli v'intenda!

Cri. e) Tu l'umil tuo servo chiamasti, gran Dio, Card.) A un'opra grande, degna di te.

No, dir le tue lodi non sa il detto mio,

Chè labbro mortale capace non è. Lue. (Perchè a tanti affanni serbarmi, gran Dio,

Perchè non chiamarmi in Cielo con te ?

Tu, è ver, mi proteggi dal colpo più rio,

Ma Renzo per sempre separi da me !) Inn. Tu fosti pur meco pietoso, gran Dio,

Prodigio più grande di grazie non v'è ;

Quant'io fui perverso sarò giusto e pio,

Acceso avrò il core d'amore, di fè. Bra. <?ì Ognun qui ravvisa la mano di Dio, Cont. ) Che l'uom di tant'opre capace non è.

(Riprende il corteggio, alla testa del quale è il Cardinale e Vln- nomimato, quindi Fra Cristoforo e Lucia seguiti dai Bravi, Con- tadini e Contadine.)

FINE DELLA PARTE TERZA.

24

PARTE QUARTA

QUADRO PRIMO

SGENA PRIMA

SALA SPLENDIDISSIMA ILLUMINATA. Porta in fondo. Una finestra praticabile a diritta.

Siedono ad una tavola gli amici e convitati di Don Rodrigo, che pen- sieroso è in mezzo a loro. AlV alzarsi della telaì si levano e intuonano il seguente

Coro

Le cure bandite - fugati i pensieri, Cerchiamo alla vita - novelli piaceri ; La gioia dell'oggi - trascorre a domani, Sarebbe da insani - temere il morir.

Amici, leviamo - le tazze spumanti,

Al Sir del convitto - cantiamo festanti : Evviva!... che Tore - s'appressin ridenti A render contenti - tuoi lunghi desir.

S G E N A II. Detti e Griso, che entra e porge un foglio a Don Rodrigo.

RoD.Da chi tal foglio avesti?

Gri. Da colui

Che in quelle terre tien sovrano impero. RoD. [dopo aver letto con segni di rabbia)

Ma l'arti tue, fellon, vennero meno ?

Oh ! se men pigro nell'oprar tu fossi,

Qui sarebbe Lucia... vanne. (con ira)

Gri. (allontanandosi) Signore!... RoD.(Or fremente trabocca il furore,

Ma ben presto vendetta farò.) CORO (che si era scostato da D. Rodrigo, ed ora attorniandolo)

Quali accenti il tuo labbro favella?

Forse nuova ti giunse fatai ?...

25

Rod. Nulla... è sol d'un vassallo l'ardire

Che il tributo rifiuta pagar. CoroOIi ! t'allegra; pensiamo a gioire,

E col vino le noie scordar, (porgono una tazza a D. Rodrigo)

Rod. Il nappo spumante - m'invita al piacer, Ridoni alla mente - giocondi pensier; S'uccidan col vino - le noie, i dolor, Trascorra la vita - tra il riso e l'amor!

CORO (ripete V ultimo verso)

Rod. Se stolto vegliardo - m' induce al pentir,

La bella che adoro - m'invoglia al fallir. Sue nenie riserbi - al passo feral, Bearmi dell'oggi - soltanto mi cai. Coro Le cure bandite - fugati i pensier,

Cerchiamo alla vita - novelli piacer; La gioia dell'oggi - trascorra al domani, Sarebbe da insani - temere il morir. Rod. (durante le ultime parole impallidisce.,, il suo respiro è affannoso; segno di soffrire assai ; potendo più reggere, esclama) Qual ansia m'opprime... Amici, cessate!... Schiudete le imposte... mi manca il respir... Coro Qual duol t' ha colpito ? Rod. Da me vi scostate!

Qualcuno m'aiuti... mi sento morir... (in delirio) Costui... che s'accosta... che pungemi il petto... Scacciate... ven prego... scacciate da me ! Perchè maledetto m'aveva quel vecchio ?

(s'abbandona sfinito su d'una sedia)

Coro Scostiamci... la morte sul volto... ha scolpita.

Partiam... (a poco a poco escono dalla sala) SCENA III.

D. Rodrigo, rinvenendo dalV abbattimento nel quale era caduto, si alza a stentò, e guarda intorno, come trasognato ; quindi Griso.

Rod, La gioia... tosto è finita?

La turba dei fidi scomparve... dov' è ?

(volgendosi) Sei tu, buon Griso... ascoltami -

(seduto e par- Ognora il fido mio...

landò a stento) Tu fosti ? Gri. Ognor. Rod. Rispondimi...

26

In te fidar poss' io?... Gri. Sì.

Rod. Io soffro, o Griso...

Gri. Il vedo.

Rod. Da te novella prova

Di fedeltà io chiedo... Ma segretezza or giova: - Va dall'usato medico... Che venga tosto... io vo'... Che niun sospetto... intendimi! Gri. Comprendo... obbedirò!...

(per partire, Don Rodrigo lo prende per un braccio) Rod. (minaccioso) Se mi tradisci... guai !

Va ... sii veloce... va!... Gri. (partendo) (Presto te n'avvedrai Qual medico verrà).

SGENA IV. Don Rodrigo solo.

M'avrebbe colto il morbo?... Rio pensiero,

Lungi da me!... Pur questa doglia acuta

Le membra m' ha costretto...

Ma qui l'aere... è denso...

L'afa... l'ardor immenso...

Già di cader pavento...

Ah! ch'io respiri... soffocar mi sento!

(vacillando si è appressato alla finestra, che apre, e dalla quale retrocede inorridito scorgendo al di fuori i monatti che entrano in casa sua)

Ah! chi vegg'io!!... di cogliermi Pensano i maledetti !... Ah! m'ingannava il perfido! Ma ria vendetta aspetti; Pria di morire, uccidere... Io voglio il traditore... (si slancia nella camera, entra Griso e sentesi un colpo di pistola)

2i

QUADRO SECONDO

~$o$~

SCENA V.

INTERNO DEL LAZZARETTO DI MILANO.

A poco a poco la scena si fa gremita dalla folla dei convalescenti, vecchi, donne, fanciulli, ecc.

Coro

Oh spavento! oh miseria! oh squallore!

Padri, sposi, fratelli, bambini,

Chi perduto un suo caro non ha! Lagrimiam sui compiuti destini,

Lagrimiam sul comune dolore,

Lagrimiam per la stessa pietà!

S G E N A VI,

Fra Cristoforo, e detti.

(alV entrare di Fra Cristoforo tutti s3 inchinano riverenti. Egli si pone in mezzo alla scena).

Cri. Deh ! non piangete! Più che il pianto, a Dio Salirà grata la prece devota ! Diamo un pensiero ai mille che son morti ! Volgiam lo sguardo a chi agonizza ancor. À noi dal morbo fatai risorti,

(tutti s' inginocchiano) Benedetto il Signor.

Coro Benedetto il Signor.

Cri. Sia benedetto

Nella misericordia e nel rigor !

In quello stuolo, in mezzo a tanti eletti

Benedetto il Signor !

Coro Benedetto il Signor !

28

Cri. Pace tra noi!

Legge ci stringa di fraterno amor !

Ci unisca un sol pensiero, ed ora e poi

Benedetto il Signor. (Fra Cristoforo inalbera una croce che gli vien presentata , e si avvia verso il fondo, ove si perde colla folla che lo segue processionalmente)

SGENA VII.

Renzo solo.

Ecco il fatai recinto. Or or mi parve Udir canti di pace, e in fondo al cuore Mi ridestar la speme. 0 mia Lucia, o mio unico amore,

Ch'io ti ritrovi per fuggire insieme. Ad ogni istante sembrami Vederla, e a questo seno Stringerla e dirle in giubilo : A me sei resa alfìn ! Sogno diletto avverati, Rendimi il cor sereno, 0 in tanti affanni e lagrime Soccombo al mio destin. (s'ode un salmeggiare interno, ed una voce che s'eleva fra le altre flebilmente) Lue. (didentro) Grazie, mio Dio!

Che mi salvasti Dal morbo rio !... REN.La sua voce? Ah sì!... è dessa...

SGENA Vili.

Dal fondo attraversa la scena una processione di donne, l'ultima di cui è Lucia, e detto; più tardi Fra Cristoforo.

Ren.È dessa! o mia Lucia! Lue. Renzo !

a 2 Sei salv0, oh gioia ! rendere

a

Ti volle a me il Signor.

29

Lue. (sciogliendosi improvvisamente da Renzo).

Ciel! che mai feci! ah fuggimi ! Ren. Che dici mai ? Lue. Mi lascia,

T'invola ! (Oh Dio ! perdonami !) Ren. Piangi, Lucia? Perchè? Lue. Ah ! tu non sai :

Tua non sarò più mai !

(entra F. Cristoforo, che si ferma in fondo alla scena) Ren. Gran Dio! che sento! e l'empio

Ancor può torti a me?... Lue. No, che mai pensi? placati...

Cri. (avanzandosi) 0 figlio ! - ei più non è !

(breve silenzio)

a 3 Egli è spento ! favella nel petto

Del perdono la voce pietosa; E per lui che sotterra riposa Sente il core compianto, pietà. Cri. (prende per mano Lucia e Renzo e fa per unire le destre) I vostri voti or compiansi, Sposi voi siate. Lue. (ritirandosi precipitosa) Oh cielo ! Ren. Ancor ricusa... io gelo!...

Cri. Qual ti colpì terror?...

Paria- Lue. Alla Santa Vergine

Giurai serbarmi pura. Cri. Non vai, ti rassicura,

Voto che il duol strappò. Se hai fede ancor nell'umile

Ministro del Signore,

Mi credi, hai sciolto il core ,

Non lo legasti allor ! Ren. Or dunque udisti? Cri. (a Lucia) Ed esiti ?

Lue. (abbraccia Renzo) Son tua! ti stringo al cor ! Cri. Siate felici: ai placidi

Monti tornate, al tetto

Dove esultò l'infanzia

Del vostro santo affetto ;

E nel vostro giubilo

Sovvengavi di me.

Ren. Con voi !

30

Cri. Da questi miseri

Volger non deggio il pie. Luc.^Ren. Padre, ci rivedremo? Cri. Forse in cielo !

Lue, Ren. a 2 II cor dimentica Ogni tormento, Nell'ansia e il giubilo Di tal momento In cielo sembrami L'alma rapita Ad una vita D'eterno amor. Coro Benedetto il Signor !...

(La processione intanto sarò, ritornata, si ripigliano i canti sacri, durante i quali Fra Cristoforo benedice gli sposi, che s' inginoc- chiano commossi).

FINE

ELENCO

dei libretti d' Opere teatrali di esclusiva proprietà dell' Editore TITODiQIO. RICORDI

ALTAVILLA

I Pirati di Baratteria

APOLLONI

A balchi

II Conte di Chenismarch L* Ebreo

ASPA Un Travestimento

AUBER Fra Diavolo La Muta di Portici

BALFE Pittore e Duca

BARONI

Ricciarda

BATTISTA Anna la Prie

BELLINI Beatrice di Tenda I Capuleti e i Montecchi

I Puritani e i Cavalieri La Sonnambula

BENVENUTI Guglielmo Shakspeare La Stella di Toledo BONA

Don Carlo

BONIFORTI Giovanna di Fiandra

BOTTESINI Ali Babà

II Diavolo della notte

BRAGA Estella di San Germano Reginella Il Ritratto

BUTERA Elena Castriotta

BUZZI Ermengarda Saul

BUZZOLLA

Amleto

CAGNON Amori e trappole Don Bucefalo Un Capriccio di donna La Fioraja Michele Perrin Il Testamento di Figaro Il Vecchio della Montagna

CAMFIANI

Taldo

CHIAROMONTE Caterina di Cleves

COPPOLA L' Orfana Guelfa

DALLA BARATTA Il Cuoco di Parigi

DE GIOSA Silvia

DONIZETTI

Anna Bolena Il Campanello Caterina Cornaro Don Pasquale Don Sebastiano Elisabetta

La Figlia del Reggimento Linda di Chamounix Lucia di Lammermoor Lucrezia Borgia Maria Padilla Maria di Rohan Paolina e Poliuto (i Martiri) Roberto Devereux

FACCIO Amleto

I Profughi Fiamminghi FERRARI

Ultimi giorni di Suli

FIORAVANTI ed altri Don Procopio

FIORAVANTI La Figlia del fabbro

II Notajo d* Ubeda

I Zingari

FLOTOW Alessandro Stradella

II Boscajuolo

FORONI Cristina Regina di Svezia

GABRIELLI Il Gemello

GALLI Giovanna dei Cortuso

GAMBINI Cristoforo Colombo GOUNOD La Regina di Saba

GRAFFIGNA La Duchessa di San Giuliano

HEROLD Zampa (nuova traduz. ital.)

MAILLART Gastibelza

MARCARINI Francesca da Rimini MARCHIO' La Statua di Carne MELA L'Alloggio Militare Il Feudatario

MERCADANTE Il Bravo Orazj e Curiazj La Schiava Saracena Il Vascello di Gama La Vestale

MEYERBEER

Din or ah Il Profeta Roberto il Diavolo Struensee (tragedia) + Gli Ugonotti

MORONI

Amleto

MUZIO

Claudia

Giovanna la Pazza La Sorrentina

PACINI

La Fidanzata Corsa Malvina di Scozia Merope

La Regina di Cipro Saffo

Stella di Napoli

PEDROTTI

Fioràia

Guerra in quattro Mazeppa

Il Parrucchiere della Reggent Romea di Monfort Tutti in maschera PERI

L' Espiazione I Fidanzati Ri enti

/ m

PETR0C1NI La Duchessa de la Valliére

PINCHERLE Il Rapimento

PISTILLI Rodolfo da Brienza

PLATAN1A Matilde Bentivoglio

PONCHIELLI

Il Parlatore eterno I Promessi Sposi

PONIATOWSKI Piero de' Medici

RICCI F.

Chiara di Rosemberg Corrado d' Altamura Estella

Una follia a Roma U Marito e V Amante Le Prigioni di Edimburgo

RICCI L.

Un'Avventura di Scaramucci?

Chi dura vince

li Diavolo a quattro

I Due Sergenti

. RICCI (fratelli)

Crispino e la Comare

ROSSI LAURO

11 Domino nero La Figlia di Figaro

ROSSINI

Roberto Bruce

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[1 Fornaretto Gennaro Annese Gusmano Luisa Strozzi La Tradita

SECCHI La Fanciulla delle Asturie SINICO

Marinella

I Moschettieri

THOMAS

II Caìd

H Sogno d'una notte d'es

TORRI A NI Carlo Magno

VACCAJ

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VERDI

Aida

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in francese Alzira Aroldo

Un Ballo in maschera La Battaglia di Legnano Don Carlo

I Due Foscari Emani

II Finto Stanislao La Forza del Destino Gerusalemme Giovanna d' Arco

I Lombardi Luisa Miller Macbeth Idem, riformato Nabucco

Ri goletto

Simon Boccanegra

Stiffelio

La Traviata

II Trovatore

I Vespri Siciliani

VILLANIS

Giuditta di Kent

WEBER

Der FreyschiHz (li franco Cacciatore)

ALTRI LIBRETTI PUBBLICATI DAL SUDDETTO EDITORE

BELLINI

Norma Il Pirata La Straniera

CIMAROSA

Giannina e Bernardone ti Matrimonio segreto

DONIZETTI L' Ajo nell'imbarazzo Belisario

L' Elisir d' amore

DONIZETTI Gemma di Vergy Marino Faliero Parisina

La Regina di Golconda MERCADANTE Il Giuramento

MEYERBEER Il Crociato in Egitto MOZART Don Giovanni

RICCI L. Eran due or son tre o Gli esposti

ROSSINI 1/ Assedio di Corinto \ Il Barbiere di Siviglia La Cenerentola Il Conte Ory La Gazza ladra Guglielmo Teli 1/ Italiana in Algeri / Matilde di Shabran 1 Mose \ Otello

La Pietra del Paragone j Semiramide /

(1) Proprietà del maestro Rossini rappresentato in Italia dall'editore Ricordi.